RHINO INSIDE: così Grasshopper può funzionare su Revit

La casa produttrice di software McNeel è riuscita, da quando è stata fondata, ad accaparrarsi una grossa fetta di mercato per quanto riguarda il settore della modellazione digitale, riuscendo a costruire una comunità di fedeli appartenenti ad ambiti diversi (gioielleria, costruzione navale, architettura).
Nata con il rilascio dell’applicazione Rhinoceros nel 1994, la società ha ottenuto grande popolarità soprattutto grazie a Grasshopper (plug-in per la modellazione parametrica) attestandosi come tool di riferimento per studi del calibro di Zaha Hadid Architects, Foster + Partners, Gensler, HOK.
Generalmente l’utilizzo di Rhinoceros e Grasshopper si attesta nella fase progettuale iniziale, che è un momento di studio della forma per il quale è necessaria una capacità di modellazione veloce ed efficace che tenga conto di tutti gli input che la influenzano (Grasshopper permette il form-finding collegandosi a diversi add-on e software esterni per l’analisi ambientale, strutturale ecc.).
La fase del BIM, invece, il più delle volte avviene successivamente e consiste nella creazione di un modello di diversi dati di un progetto relazionati a diversi ambiti disciplinari (strutturale, economico, gestionale, …). In architettura, ad esempio, questo comporta una serie di vantaggi per la simulazione e la gestione di un edificio e per la gestione e condivisione delle professionalità all’interno del ciclo progettuale e costruttivo del progetto.
Il più delle volte la fase BIM, è successiva e distaccata dal processo di “generazione” del modello. Questo limita l’intero processo creativo poiché la possibilità simulative che avvengono in ambiente BIM non hanno riscontro diretto nel modello di “base” in ambiente Rhino.
L’unico tentativo di risolvere questa frattura è stato reso possibile dall’abbinamento di Rhinoceros e Grasshopper con Graphisoft Archicad, apprezzato e sponsorizzato, tra gli altri, da Jakob Andreassen, BIM manager presso lo studio Bjarke Ingels Group, il quale ne riscontra benefici durante tutto il processo di progettazione.
Di recente, tuttavia, McNeel ha apportato alcune modifiche alla versione WIP (work in progress) di Rhinoceros7 che permettono di eseguire l’applicazione come plug-in all’interno di altre applicazioni che fanno da host (una sorta di Inception dei software). Questa nuova funzionalità si chiama Rhino Inside e permette, ad esempio, di eseguire Rhino e Grasshopper all’interno di Revit (McNeel ha anche sviluppato un set di componenti di base per ottimizzare la comunicazione tra i due software).
Nonostante sia un work in progress, Rhino Inside è stato accolto con eccitazione dagli utilizzatori di base e si prevede venga adottato da molti studi di architettura per il flusso bidirezionale di dati che offre risolvendo problemi di incompatibilità e conversione dei file, permettendo, pertanto, maggiore fluidità durante il processo di progettazione.

Flavio Galdi