PAOLO MIRABELLI, INTERVISTA

Come nasce il tuo percorso professionale?
Sono un geek, nasco come Maker per poi diventare imprenditore nel mondo della fabbricazione digitale e della robotica aprendo il primo 3D Store nel 2012 e fondando l’impresa Graphid3a i TecnoArtigiani, da cui è nata DroniLab Srls, che si occupa di produrre ed utilizzare Droni, Rover, etc.   

A cosa servono oggi i droni e a cosa serviranno in futuro?
Le funzionalità  e le applicazione degli APR è ancora in fase di esplorazione. Sicuramente i primi aspetti che sono emersi e che hanno fidelizzato maggiormente il grande pubblico verso l’uso di questa tecnologia sono quelli ludici e  artistici.

Come può essere sfruttata la tecnologia dei droni in questo momento di emergenza?
Con i droni si potrebbero consegnare medicine ed altri beni e dispositivi di prima necessità a chi è risultato contagiato e vive quindi in uno stato di isolamento totale. Anche le operazioni di sanificazione potrebbero giovare dell’uso dei droni in modo da evitare quanto più possibile l’esposizione di esseri umani. 

Quando si parla di fabbricazione digitale si parla anche di produzione diffusa; In questa situazione di emergenza questo modello può essere d’aiuto alle normali filiere produttive di massa?
La maggior parte delle aziende ha capito e poche altre devono ancora realizzare che solo la condivisione di idee e di forze produttive a livello globale possono, soprattutto in tempo di emergenza, fare la differenza.

Come si sta comportando la rete makers in questo momento storico?
Si stanno differenziando due filoni: “armiamoci, partiamo e poi ragioniamo” e poi, chi più responsabilmente si confronta con chi ha esperienza lavorativa nel campo medico, si ferma e riflette sul da farsi preoccupandosi anche di fare prove e test prima di rilasciare disegni ed indicazioni sul web.

Come vedi il mondo della fabbricazione digitale in unao scenario post-pandemico
Sicuramente ci sarà un approccio scientifico più consapevole alla fabbricazione digitale.

Quali sono i vantaggi dell’open source?
Di poter lavorare con visioni e background diversi sullo stesso progetto.

Il coding e il pensiero computazionale fanno parte del percorso formativo di un numero sempre maggiore di scuole, perché secondo te è importante l’insegnamento di questa disciplina?
La cosa che reputo più fondamentale è capire che si può essere e si deve essere parte attiva e non solo passiva delle nuove tecnologie: e solo attraverso la formazione a scuola ci si riuscirà.

Quali sono le piattaforme e i metodi più efficaci da questo punto di vista?
Oltre la scuola rimango convinto, come da esperienza personale, che la passione e l’interesse condiviso tra gli appassionati di uno stesso ambito su piatatforme varie, fra youtube, fb groups o ediforum siano fondamentali per affinare le proprie competenze fuori dall’orario scolastico.

Quali sono le qualità che un imprenditore digitale deve possedere?
Ritengo che un imprenditore che decida di operare nel campo del digitale debba avere l’umiltà di voler sempre apprendere senza limitarsi a considerare maestro solo chi è più realizzato di lui nel campo business. Mi trovo ogni giorno a contatto con ragazzi con meno della metà della mia età a scrivere e condividere esperienze che, se fate proprie, possono far crescere notevolmente anche la mia esperienza lavorativa.

Intervista a Paolo Mirabelli di Michela Musto e Flavio Galdi