LE LOBBIES DI BRUXELLES

Gabriel Amard aveva ragione? Le lobby a Bruxelles, alla luce degli ultimi accadimenti, è più che mai uno strumento critico essenziale per comprendere le dinamiche che muovo l’Unione Europea, che l’hanno creata e che, al di là dei proclami di facciata, fanno sentire forte la voce quando si toccano gli interessi.
E allora c’è poco da stupirsi, Il consiglio Europeo non cambia rotta e non si smentisce. Per adesso almeno. Il no secco della Germania e dell’Europa del nord nei confronti dei corona-bond è perfettamente coerente con il passato e gioca a poker con la futura conservazione dei rapporti di forza in un Europa che di unito ha solo il conio. Come se lo shock produttivo dovuto alla   pandemia fosse paragonabile alla questione dei migranti, alla crisi del 2008 oppure al Pil in calo, come se annullare i patti di stabilità e liberare gli aiuti di stato bastasse… non serve essere economisti per capire che è una bufala grossa, come se non fosse chiaro che alla fine di tutta questa storia, verrebbe presentato il conto con tutti gli interessi. Siamo di fronte a un problema imponderabile nel passato a cui bisognerebbe far fronte con  strumenti nuovi, figli di un’unità autentica. Sembra essere solo una fiaba ma sono stati fini oratori nel raccontarla: infiniti i sermoni ascoltati sulla funzione “sociale” dell’Unione.
Quello che si paventa, o meglio si auspica, tra gli economisti dei circoli delle accademie berlinesi ovvero l’amplificarsi dei rapporti di forza economica e politica tra l’Europa de deboli e quella dei forti cosi da definire due Europe, due tipi di Euro, sta inesorabilmente prendendo corpo.
Quanto accaduto finora è già sufficiente a sconvolgere i bilanci pubblici dei Paesi più colpiti senza contare i già tanti euroscettici e i vari politici che spesso usano l’opposizione con il nervosismo e l’immaturità di bambini viziati e dispettosi.  L’Europa sembra non avere sentori precisi – ma chiaramente ce li ha e li ignora – che è necessario intervenire immediatamente e largamente sulla spesa sociale, riorganizzando e aumentando le capacità dei sistemi sanitari, individuando risorse aggiuntive per la protezione sociale, in prima istanza a supporto del lavoro che pagherà un prezzo altissimo specialmente nella piccola e media impresa.
Staremo a vedere.
Intanto leggiamo Gabriel Amard che non fa sconti a questi potenti del mondo e state sicuri o lettori che non creerà finte illusioni.

Francesco Wurzburger

LIBRO Le lobby a bruxelles
AUTORE Gabriel Amard
ARGOMENTO economia e politica
EDITORE The Spark press
PREZZO € 14,00